La cottura del mosto

Ogni anno davanti a Palazzo Scacchetti…
il secondo sabato del mese di Ottobre, dall’alba al tramonto, si ripete il rito della cottura del mosto necessario ad alimentare le batterie del balsamico dell’Acetaia Comunale.
Da sempre il balsamico della tradizione proviene dalla spontanea trasformazione del mosto ricavato da uve coltivate da secoli nelle nostre zone che sono: Trebbiano modenese, Trebbiano di Spagna, Lambrusco grasparossa, Lambrusco di Sorbara, Lambrusco salamino, in ogni caso da vitigni iscritti alle D.O.C. della Provincia di Modena.
Il mosto crudo ottenuto dalla spremitura soffice delle uve, è sottoposto a cottura in caldaie a fuoco diretto e a vaso aperto, favorendo in questo modo la concentrazione zuccherina.

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